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Gio, Dicembre
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Distorsioni della caviglia

Traumatologia

Le distorsioni della caviglia avvengono di solito in supinazione, con lesione dei legamenti esterni (85%), più frequentemente il legamento Peroneo-Astragalico Anteriore (P.A.A.), meno frequentemente il legamento Peroneo-Calcaneare (P.C.), e Peroneo-Astragalico Posteriore (P.A.P.); il 10% interessa la sindesmosi tibio-peroneale, il 5% il legamento Deltoideo. Per approfondire vedi scheda sui legamenti della caviglia.

Diagnosi

L'esame clinico è indispensabile per una corretta diagnosi.
Anamnesi: la descrizione del meccanismo traumatico ci fa prevedere quali siano le strutture lese.
Va chiarito se si tratta del primo episodio, di una recidiva o di distorsioni abituali (lassità cronica).
Ispezione: gonfiore ed ecchimosi sono proporzionali al danno anatomico.
Ricerca dei punti dolorosi: localizza il legamento leso.
Nelle lesioni sindesmosiche il test della spremitura (compressione della gamba al terzo medio) e della rotazione esterna forzata del piede risultano dolorosi.
Valutazione funzionale: evidenzia presenza di dolore quando il paziente sta in piedi e compie quattro passi completi.
Valutiamo così il danno legamentoso con la classificazione in 3 gradi dell'Accademia Militare di West Point:

  • immagine che illustra la distorsione alla cavigliaLesione di 1º grado: dolore, gonfiore e limitazione funzionale minimi; ecchimosi assente; appoggio non doloroso: Lesione legamentosa assente. Non necessità dell'es. Rx.
  • 2º grado: dolore, gonfiore e limitazione funzionale discreti; ecchimosi frequente; appoggio doloroso, ma possibile: Lesione legamentosa parziale.
  • 3º grado: dolore, gonfiore e limitazione funzionale marcati; ecchimosi presente; appoggio molto doloroso o non possibile: Lesione legamentosa completa.

Esami strumentali

L'esame radiografico andrebbe eseguito solo quando si sospetti una frattura. Più utili sono l'ecografia e la R.M.N.

Trattamento

Il trattamento consiste nell'acronimo inglese “Price”: Protection, Rest, Ice, Compression, Elevation (immobilizzazione, riposo, ghiaccio, compressione elastica, elevazione dell'arto). In P.S. pratichiamo un bendaggio funzionale con Tensoplast o cerotti anelatici (taping). Nei giorni successivi uso di tutore bivalve (tipo Aircast) e carico con 2 stampelle secondo tolleranza (cioè solo se non c'è zoppia e dolore). Al più presto (3-4 giorni) inizio della flesso-estensione; abbandono delle stampelle quando il passo è completamente indolore; rimozione tutore dopo 3-4 settimane. Quindi riabilitazione per il recupero di articolarità e tono muscolare; a recupero avvenuto, esercizi propriocettivi per il recupero della propriocettività. Ripresa dell'attività sportiva dopo 10-15 giorni nelle lesioni di 1º grado, dopo 2-6 settimane nel 2º grado e dopo 1-5 mesi nel 3º grado. La chirurgia nelle lesioni acute va riservata ai pochi casi che, dopo il trattamento funzionale, continuano ad avere dolore ed instabilità, oppure ad atleti di alto valore che non possono aspettare un mese per la decisione definitiva. In definitiva, riserviamo l'intervento chirurgico (intervento di Scranton-Brostrom) ai casi cronici di lassità conclamata.

 

Per approfondire:

Informazioni riguardo il decorso postoperatorio.

Guarda dove visito e opero.

Dott. Pio Maria De Pasquali