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Mar, Dicembre
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Tecnica percutanea - Metatarsalgia

Tecnica percutanea

Le metatarsalgie (M.) possono essere secondarie a malattie infiammatorie (artrite reumatoide, psoriasica, ecc.), metaboliche (diabete, gotta), neurologiche (esiti P.A.A., paralisi spastiche), congenite. La maggior parte delle M. sono di origine biomeccanica, derivanti cioè da alterato carico dell'avampiede al suolo.
In condizioni normali, infatti, l'avampiede è una struttura a carico variabile, il che consente la distribuzione uniforme del peso; in condizioni patologiche l'avampiede diviene invece struttura a carico costante, vale a dire che per qualche motivo uno o più metatarsi vanno in sovraccarico, il che porta a callosità e dolore plantare.


I motivi più frequenti dell'insorgenza di tale patologia biomeccanica sono: un alluce valgo insufficiente, la lunghezza eccessiva (plus) dei metatarsi in questione, o la loro ipomobilità a livello della cerniera prossimale (articolazione di Lisfranc).
Cerchiamo di spiegare in parole semplici tali quadri clinici.
L'alluce valgo non è solo una deformità estetica, e i disturbi legati alla sua insorgenza non si esauriscono nella famosa "cipolla"; in realtà la deviazione in valgo dell'alluce determina una grave perdita della funzione di spinta al suolo dell'alluce.
In condizioni normali, infatti, circa l'80-90% del carico di tutto l'avampiede durante la fase di stacco è assorbito dall'alluce; allorchè esso devia in valgo perde buona parte della capacità di spinta, che viene così trasferita sui metatarsi vicini, i quali vanno così in sovraccarico biomeccanico.
Altro motivo di sovraccarico di un metatarso è la sua eccessiva lunghezza rispetto ai raggi contigui, oppure la sua eccessiva inclinazione plantare, o infine la maggiore rigidità o fissità a livello della cerniera prossimale (articolazione di Lisfranc). 
Più frequentemente le suddette problematiche biomeccaniche si concentrano sul 2° e 3° metatarso (parliamo allora di metatarsalgia centrale), poiché sono spesso più lunghi degli altri tre, ed hanno meno possibilità di sollevarsi sotto l'effetto del carico.
Anche nelle metatarsalgie la tecnica mini invasiva rende semplice, veloce e poco doloroso procedere ad osteotomie percutanee anche multiple, riducendo i rischi di infezione, di edema e gonfiore.
Un risvolto pratico positivo è che il paziente può deambulare da subito, dal momento che il corretto posizionamento delle teste metatarsali è affidato direttamente al carico, che aiuterà la consolidazione ossea nella nuova posizione funzionale, non più dolente.

immagine che illustra la metatarsalgiaTerapia

Il trattamento delle Metatarsalgie va pertanto instaurato dopo un corretto inquadramento clinico, che solo uno specialista ortopedico può effettuare.
Dannose e pertanto da evitare sono le infiltrazioni di Cortisone nelle metatarso-falangee, che danneggiano la capsula e portano alla lussazione secondaria del dito: dopo un apparente beneficio iniziale provocano in realtà il peggioramento della meta tarsalgia.
Inizialmente la cura può consistere nei plantari e nella FKT, efficaci in molti casi.
Il plantare deve essere però prescritto da uno Specialista, e non può comunque servire a rimandare un intervento viceversa risolutivo Pertanto se il dolore persiste è necessario l'intervento. Oggi la tecnica percutanea ci consente di effettuare l’intervento di osteotomia di arretramento delle teste metatarsali in maniera semplice, rapida, efficace e indolore.
In pratica, senza dover più praticare incisioni cutanee multiple e lunghe sino a 5-6 centimetri, riusciamo a osteotomizzare il collo dei metatarsi dolenti con mini-incisioni di 2-3 mm, attraverso le quali in pochi minuti effettuiamo con le frese il taglio dell’osso, solitamente sotto controllo ampliscopico.
Il decorso post-operatorio è più rapido grazie al minor trauma tissutale e più agevole per i pazienti poiché è consentito il carico immediato con una calzatura post-operatoria molto comoda.
Mentre, infatti, le osteotomie metatarsali a cielo aperto contemplano un arretramento di entità prestabilita che richiede poi una sintesi con viti o cambre metalliche, la tecnica percutanea non ricerca tale spostamento programmato, in realtà molto più aleatorio di quanto si possa volere, e affida viceversa proprio al carico immediato il compito di trovare il nuovo assetto geometrico e posturale giusto: in pratica è il peso del paziente che sposta le teste metatarsali nel posto giusto, distribuendo i carichi sull’avampiede.
Pertanto non effettuiamo alcuna sintesi e possiamo operare anche più raggi contemporaneamente, diminuendo così il pericolo della metatarsalgia da trasferimento.
Di solito, infatti, quando operiamo a cielo aperto accorciamo più frequentemente il 2? e 3? metatarso, che sono più lunghi; ma talvolta, proprio per la difficoltà di calcolo di cui parlavamo sopra, l’accorciamento risulta eccessivo ed il sovraccarico si sposta sotto il 4? metatarso.
Invece la tecnica percutanea, più semplice e più veloce, ci permette di intervenire contemporaneamente su 2°, 3° e 4° metatarso, diminuendo i successivi rischi di trasferimento.

radiografia che rappresenta metatarsalgia osteotomie percutanea a livello del collo di M2, M3 e M4 osteotomie consolidate e i metatarsi sono della giusta lunghezza
"Il 2?, 3? e 4? metatarso sono più lunghi e dolenti "
"Osteotomie percutanea a livello del collo di M2, M3 e M4"
"Le osteotomie sono consolidate e i metatarsi sono della giusta lunghezza"

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Dott. Pio Maria De Pasquali