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Mer, Dicembre
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Tecnica percutanea - Dito a martello

Tecnica percutanea

È una delle affezioni più frequenti del piede, caratterizzata dalla iperestensione della 1ª falange alla metatarso-falangea (M-F) e dalla contemporanea flessione dell'interfalangea prossimale (IFP), sul dorso della quale si forma precocemente un callo doloroso. Le cause del dito a martello sono varie e spesso concomitanti: la più frequente è l'alluce valgo che deviando lateralmente si posiziona sotto il secondo dito sollevandolo e dando l'avvio alla deformità.


Altre cause del dito a martello sono:

  1. il piede cavo, caratterizzato dallo squilibrio della muscolatura intrinseca delle dita, dovuta a motivi biomeccanici (eccessiva plantarflessione dei metatarsi) ma anche ad una certa componente neurogena che caratterizza tipicamente il piede cavo stesso
  2. la lunghezza eccessiva (“plus”) del rispettivo metatarso, che è come se tendesse a “spingere via” il dito dalla sua sede, soprattutto se il paziente usa portare calzature con tacco alto e punta stretta;
  3. problematiche neurologiche o post-traumatiche.

dito a martello del 2º dito con callo doloroso plantareQualunque sia la causa iniziale, si verifica col tempo una catena di eventi che porta alla perdita di delicati equilibri biomeccanici che in condizioni normali mantengono il dito in posizione corretta. Assistiamo inizialmente allo spostamento anomalo in sede dorsale dei tendini interossei, che normalmente dovrebbero mantenere la prima falange aderente al suolo durante la fase di appoggio, e che viceversa, venendosi a trovare in posizione più dorsale a livello della "puleggia" articolare, tendono piuttosto a tirare in alto la falange; il successivo accorciamento dei tendini estensori e flessori e la retrazione delle capsule articolari fissano poi il dito nella nuova posizione patologica. A questo punto il dito è definitivamente deformato "a martello" e non è più correggibile con manovre passive: in tal caso si dice che la deformità è "strutturata", vi è un callo doloroso sul dorso dell'IFP ed a volte anche sulla punta del polpastrello, nel caso vi sia anche una flessione dell'ultima falange (in questo caso parliamo di "dito a maglio").
Se la deformità non viene corretta, si perviene infine alla definitiva lussazione della metatarso-falangea, con perdita di rapporti definitiva tra base della 1ª falange e testa del corrispondente metatarso; ciò determina poi metatarsalgia.

schema che illustra la patologia dita in griffe immagine che rappresenta la patologia dita a martello
dito in Griffe
dito a Martello

Ebbene tali deformità dolorose delle dita sono facilmente correggibili con la tecnica miniinvasiva, che dà proprio in questi casi dei risultati brillantissimi, con una semplicità di gesto infinitamente maggiore rispetto alla chirurgia aperta: con tre piccoli taglietti di 1 o 2 millimetri riusciamo a tagliare i tendini retratti sia dorsalmente che plantarmente, a praticare delle osteotomie nelle falangi deformate e a "limare" l'osso sporgente sul dorso del dito, il tutto in pochissimi minuti e senza bloccare le articolazioni del dito; laddove con la chirurgia aperta saremmo costretti a più incisioni di svariati centimetri, a trapianti tendinei alquanto complicati, a tempi chirurgici molto più lunghi e dolorosi, neonchè a sacrificare le articolazioni con artrodesi interfalangee, che richiedono oltretutto l'uso di un filo di Kirschner metallico e la sua successiva rimozione dopo un mese.
È incredibile, sia per il chirurgo che per il paziente, come nel caso ci sia da correggere tutte le dita esterne di un piede, con la M.I.S. si riesca a farlo in 5-10 minuti, laddove con la chirurgia aperta possono volerci dai 20 ai 60 minuti!
È da tenere presente che la durata dell'intervento e la grandezza delle incisioni cutanee influiscono molto sia sul dolore e sull'edema post-operatorio che sul pericolo di infezione chirurgica.

secondo dito a martello sovraddotto ad alluce valgo con callosità dolorosa dorsale correzione percutanea l’alluce ed il 2° dito con scomparsa di callosità
Secondo dito a martello sovraddotto ad alluce valgo (cosiddetto “crossover” del 2° dito), con callosità dolorosa dorsale
Dopo correzione percutanea l’alluce ed il 2° dito sono ben allineati e la callosità dolorosa è scomparsa
   
radiografia con visibili le osteotomie falangee del 2° dito e dell’alluce il paziente a due ore dall’intervento esce dalla Clinica e deambula
Nella radiografia sono ben visibili le osteotomie falangee del 2° dito e dell’alluce
il paziente due ore dopo l’intervento esce dalla Clinica e deambula senza stampelle

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Dott. Pio Maria De Pasquali