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Mer, Dicembre
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Protesi di caviglia

Patologie del Piede

In presenza di grave artrosi o artrite reumatoide della caviglia sino a non molti anni fa l'unica soluzione era l'artrodesi (blocco) della stessa. Pur restando l'artrodesi una valida e talvolta indispensabile opzione, oggi fortunatamente disponiamo di una affascinante alternativa quale la protesi di caviglia.
Come per l'anca e il ginocchio, l'intervento consiste nella resezione economica delle superfici articolari e nell'impianto di due componenti metalliche contrapposte nella tibia e nell'astragalo, con l'interposizione di una componente polietilenica (una plastica speciale) che permette il reciproco movimento.


Esistono vari modelli, sempre più sofisticati e rispettosi dell'anatomia e della biomeccanica articolare; siamo ormai arrivati alla terza generazione di protesi, e la cosiddetta curva di sopravvivenza (cioè la durata media della protesi) supera ormai i 12 anni.
Il vantaggio reale della protesi rispetto all'artrodesi è che, preservando il movimento, dà più autonomia al paziente ed evita l'insorgenza a distanza di sovraccarico dei distretti articolari a monte e a valle (ginocchio e piede).
Per tale motivo, qualora esista già un'artrosi delle articolazioni del piede, o se il paziente è già portatore di protesi del ginocchio, è meglio impiantare una protesi di caviglia anziché fare l'artrodesi.
Purtroppo non sempre si può mettere la protesi: essa è controindicata in caso di pregresse infezioni ossee locali, di necrosi dell'astragalo, paralisi degli attivatori muscolari della caviglia, diastasi tibio-peroneale.
Affinchè la protesi duri nel tempo è fondamentale inoltre la corretta tensione e l'isometria dei legamenti periastragalici; perciò se c'è lassità legamentosa o malallineamento di oltre 25-30º della caviglia, oltre ad impiantare la protesi bisogna fare contemporaneamente dei gesti chirurgici correttivi alquanto complessi (ricostruzioni legamentose e osteotomie tibiali o calcaneari). 
Una controindicazione relativa è la giovane età del paziente: in ogni caso egli va informato che dopo 10-15 anni la protesi può mobilizzarsi, con necessità di un nuovo intervento.

radiografia di protesi di caviglia, fianco radiografia di protesi di caviglia, fronte
Protesi di caviglia, fianco
Protesi di caviglia, fronte

Filmati:

Dopo l'intervento il paziente deambula normalmente e senza dolore, muove normalmente la caviglia e riesce ad alzarsi sulle punte: Attenzione: i contenuti dei video potrebbero non essere appropriati per persone particolarmente impressionabili

Guarda dove visito e opero.

Dott. Pio Maria De Pasquali